Stretching


A cosa serve

Lo stretching riduce la tensione muscolare, migliora la coordinazione e la propriocezione (cioè la presa di coscienza del proprio corpo), previene traumi muscolari e tendinei, e migliora l’escursione articolare.
Per poter allenare correttamente la flessibilità è necessario sviluppare parallelamente forza muscolare e flessibilità, attraverso un completo programma di allenamento.
Stretching in inglese significa stiramento, e indica un insieme di esercizi finalizzati all’allungamento muscolare.

Lo stretching riduce tensione muscolare, migliora la coordinazione e la propriocezione.

Vi sono diversi tipi di stretching, fra cui:

  • Stretching statico passivo
    Consiste nell’assumere una posizione precisa e nel mantenerla rilassando il muscolo interessato per un certo tempo, mediante il supporto di un partner, senza quindi la contrazione dei muscoli agonisti (complementari a quelli che si distendono).
  • Stretching statico attivo
    Consiste nell’assumere una posizione precisa e nel mantenerla rilassando il muscolo interessato per un certo tempo, in genere dai 20 ai 30 secondi, senza l’aiuto di un partner.
  • Stretching isometrico PNF – Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation
    Ovvero “facilitazione propriocettiva neuromuscolare”. Questo sistema prevede il massimo allungamento del muscolo, una contrazione isometrica mantenendo la posizione di allungamento, qualche secondo di rilassamento, e infine un ulteriore allungamento del muscolo contratto precedentemente.